
NOVITÀ TFR 2026
La nuova Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità riguardanti il TFR.
Fino al 2025 il TFR, se non destinato alla previdenza complementare, poteva rimanere in azienda o essere conferito al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende che superavano il numero di 50 dipendenti.
A partire dal 2026, si effettua invece la media annua dei dipendenti presenti nell’anno precedente, fissando la soglia (transitoria) alle aziende con almeno 60 dipendenti, e se il TFR non sarà indirizzato ad un fondo pensione, verrà automaticamente spostato verso la Tesoreria INPS (la soglia dei dipendenti varierà poi in modo progressivo per gli anni a venire).
Per il lavoratore questo ha conseguenze importanti, ovvero, una volta che il TFR sarà confluito all’INPS, non potrà più essere trasferito retroattivamente a un fondo pensione.
La scelta previdenziale resta possibile, ma solo sul TFR che maturerà successivamente all’adesione.
Nelle imprese che restano invece sotto le soglie, rimarrà tutto come in precedenza.
Novità anche per i neo assunti del settore privato, a partire dal 1° Luglio 2026, se al momento dell’assunzione non verrà espressa una scelta, il TFR confluirà automaticamente nel fondo pensione previsto da accordi o contratti collettivi (anche territoriali o aziendali).
Resta la possibilità di revocare l’automatismo entro 60 giorni dall’assunzione, scegliendo di lasciare il TFR in azienda, oppure destinarlo a un’altra forma di previdenza complementare.
Dal 1° luglio 2026, inoltre anche i lavoratori, non alla prima assunzione, dovranno confermare quanto già deciso in passato.
In questo caso sarà l’azienda a comunicarlo distribuendo un’informativa sugli accordi applicabili
